Il nuovo libro di Francesco Caccetta l’unico manuale del Controllo di Vicinato


copertina fronte

“IL CONTROLLO DI VICINATO – Manuale pratico per la creazione e gestione dei gruppi di Controllo di Vicinato”

Con la prefazione di Leonardo Campanale, presidente Associazione Nazionale Controllo di Vicinato

Edizioni MGC 2019

 

 

 

 

 

Finalmente in tutte le librerie e online il nuovissimo libro di Francesco Caccetta presidente @INWA e co fondatore di @ANCDV . Nel testo, che vuole essere un manuale per comprendere meglio il progetto originale, tutte le indicazioni per formare i gruppi di Controllo di Vicinato nei propri territori con le indicazioni dell’associazione nazionale Controllo di Vicinato.

Il progetto del CDV, per cattive gestioni e ignoranza del programma originale o per personalizzazioni di alcuni strani personaggi in cerca di visibilità, sta prendendo pieghe pericolose che potrebbero limitarne l’efficacia e farlo finire tra i programmi dimenticati . L’autore, in questo pamphlet, cerca di spiegare in maniera semplice e intuitiva, le reali finalità del programma, riportando al proprio posto tutte le figure di rilievo compresi coordinatori e referenti, cercando di concentrare l’attenzione sulle finalità filantropiche del progetto. Il rischio che si sta correndo, è quello di creare assurde figure di una nuova polizia privata fatta da cittadini ignari che metteno a disposizione il loro tempo e la loro disponibilità al servizio di arrampicatori sociali o persone con intenti diversi dallo spirito del CDV. Riportiamo ordine nel progetto e impediamo a chiunque di deviarlo verso una deriva opportunistica o peggio ancora non facciamolo diventare un mero spot elettorale.

La Sicurezza è un bene comune e nessuno può pensare di utilizzarne il forte richiamo per scopi personali.

copertina intera sp

Nel testo, vi sono alcuni spunti per meglio sfruttare il progetto sempre nell’ottica del bene comune e della mutua assistenza, con suggerimenti su come sfruttare la forza del CDV per impedire e limitare i furti e i maltrattamenti di animali o anche come organizzare al meglio la ricerca di persone scomparse (soprattutto malati di alzheimer) utilizzando la potenza della rete di cittadini.

capitolo animali maltrattati

capitolo scomparsi

Narcisismo o disonestà intellettuale?


disonesta intellettualeL’articolo 10 della Convenzione di Berna, ratificata o presa ad esempio dalla maggioranza degli ordinamenti internazionali, prevede il diritto di citazione con le seguenti regole:

Articolo 10

1) Sono lecite le citazioni tratte da un’opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.

2) Restano fermi gli effetti della legislazione dei Paesi dell’Unione e degli accordi particolari tra essi stipulati o stipulandi, per quanto concerne la facoltà d’utilizzare lecitamente opere letterarie o artistiche a titolo illustrativo nell’insegnamento, mediante pubblicazioni, emissioni radiodiffuse o registrazioni sonore o visive, purché una tale utilizzazione sia fatta conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.

3) Le citazioni e utilizzazioni contemplate negli alinea precedenti dovranno menzionare la fonte e, se vi compare, il nome dell’autore*.

*https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_citazione

Bisognerebbe insegnare alle persone l’educazione intellettuale. Sono ormai passati molti anni da quando, per primo ed unico, ho iniziato a scrivere teorie sul Controllo di Vicinato e su altri argomenti di criminologia e Sicurezza. Sono contento di sentire persone di varie estrazioni culturali (quasi sempre comunque non addetti ai lavori)  parlare degli arogmenti contemplati nei miei testi, utilizzando esattamente le mie parole o le mie definizioni ancorché parafrasandole (mai scritte o pronunciate prima di me da nessuno), sia in interviste radiofoniche sia in trasmissioni televisive. Debbo purtroppo constatare che nessuna di loro si prenda mai la briga o abbia mai l’onestà intellettuale di citare il mio nome. Qualcuno associa questa mia rimostranza, ad un disturbo narcisistico del sottoscritto, ma credo si tratti di mera ignoranza. Mi riferisco, naturalmente all’accezione puramente tecnica della parola e non ad una deficienza culturale, poichè esistono leggi e direttive anche europee che regolano il diritto di citazione. Credo sia giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. Per quanto riguarda gli argomenti in questione, tengo a precisare che la mancanza di citazione delle fonti non riguarda solo me ma anche altre persone che negli anni hanno speso ore di studio e di confronto per trovare metodi scientifici che potessero avvalorare le tesi prospettate. Parlo ad esempio del mio amico Leonardo Campanale, presidente dell’associazione nazionale Controllo di Vicinato, che, insieme a me e ad altre persone in questi dieci anni, ha impiegato tempo e risorse personali per dare lustro e la giusta diffusione alle teorie del Controllo di Vicinato. Trovo che la cosa stia prendendo una piega ai limiti dell’indecenza e della prosopopea e mi piacerebbe che le persone interessate potessero comprendere il rammarico personale del sottoscritto poichè, individui, uomini e donne, giustamente interessati agli argomenti scientificamente trattati nei miei testi, ne sfoggiano contenuti senza mai pensare che sarebbe opportuno citarne la fonte. Non porto certo rancore verso queste persone che in ogni caso contribuiscono alla divulgazione del sapere, informando quanta più gente possibile sulla possibilità di salvaguardare i propri beni e partecipare in maniera adeguata alla Sicurezza, ma auspico che in loro possa accendersi il lume dell’onestà intellettuale unica giusta ricompensa per chi da anni dedica ore di studio e sacrifici personali per il raggiungimento del bene comune, salvo però tutelare i miei diritti in altre sedi opportune se nel futuro la cosa venisse reiterata. Invito tutti a leggere articolo postato qui di seguito, la cui fonte è osservabile nello stesso link, al fine di avere le idee più chiare sull’argomento del diritto di citazione.

Diritto di citazione e riassunto per fini di critica, insegnamento e ricerca

Sede Legale INWA, progetti in itinere e collaborazioni.


logo inwa REVISED-2

Sono in corso i preparativi per l’inaugurazione della sede di INWA, alla quale saranno invitati tutti i soci ed i simpatizzanti.

L’associazione, presieduta dal criminologo dott. Francesco Caccetta, che si occupa di ricerca, studio e formazione nell’ambito della Sicurezza Urbana e Partecipata, ha appena presentato un importante ricerca sulla percezione del rischio da parte dei titolari e dipendenti degli esercizi pubblici, al fine di sviluppare una strategia di Controllo di Vicinato per i commercianti con basi scientifiche.

Si evidenzia la consolidata collaborazione con il Centro Studi per la Legalità, la Sicurezza e la Giustizia (CSLSG) di Marco Strano e il doppio binario di Ricerca nell’ambito della percezione del crimine e la partnership con ANCDV Associazione Nazionale Controllo di Vicinato, presieduta da Leonardo Campanale.

Seguite questo sito per conoscere le novità sulla delicata materia del Controllo di Vicinato, spesso trattata da improvvisatori, che potrebbero davvero cambiare la percezione del crimine e migliorare le condizioni di lavoro in Sicurezza dei commercianti.

nuova sede inwa

Resipiscenza ed ecologia dell’azione


Qualche giorno fa, spulciando tra i miei vecchi libri dell’Università, ho avuto modo di rileggere un interessante capitolo che riecheggiava all’ecologia dell’azione.

Questo bellissimo concetto partorito dalla mente di Edgar Morin, che ritengo sia ormai candidato al titolo di eponimo per le future generazioni di sociologi, è secondo me, quanto più di immanente in questo periodo storico della società italiana.

Morin dice che, quando un’azione viene decisa e messa in atto, questa non segue necessariamente il progetto di chi l’ha pensata, ma si modifica a seconda dei contesti nei quali si realizza e può avere esiti inaspettati. Per questo, dice il filosofo sociologo, è sempre importante fare attenzione alle scelte che si fanno, tenendo conto del fatto che ogni azione è una scommessa, che va controllata mettendo in atto una strategia, per poter prontamente intervenire sulla stessa azione, cercando di riorientarla al fine di avere un esito positivo.

Purtroppo, i fatti quotidiani, ci dicono esattamente il contrario. Nessuno o pochi controllano le proprie azioni e specialmente chi ha l’obbligo (quantomeno) morale di farlo, parlo di persone autorevoli e che ricoprono incarichi le cui azioni hanno effetto sull’intera società.

Viviamo in una società multimediale, dove subiamo il bombardamento diuturno di informazioni di vario tipo. Le informazioni che riceviamo noi ogni giorno, sono pari a quelle che i nostri nonni forse ricevevano in una intera vita e questo può avere un doppio effetto negativo: da una parte troppa informazione ci rende indecisi e non permette la possibilità di approfondimento, rischiando di dare per scontato che l’autorevolezza della fonte (televisione, internet e cinema ormai sono ritenuti tali) legittimi anche la veridicità della notizia, da un’altra parte, tutto ciò che viene veicolato dai media, ha ormai assunto una veste scenografica e spettacolare con ambizione mitopoietica, che non favorisce certo l’ecologia dell’azione. L’azione viene mirata soprattutto al raggiungimento dell’effimero effetto mediatico e popolare, a dispetto dell’importanza dell’azione stessa e dei risultati che vengono prefissati.

Da questa riflessione, ne scaturisce immediatamente un’altra, molto più preoccupante e che a me personalmente provoca uno stato d’animo negativo.

La paura dell’impopolarità o del giudizio mediale, corrompe gli animi di molte persone, portandoli ad una sorta di apostasia con comportamenti di Paretiana memoria, illogicamente mirati ad ottenere il contrario di quanto voluto purché sembrino almeno popolari e quindi vendibili.

Per questo ogni giorno assistiamo a scene pietose, politici che cedono a pressioni e favoriscono o addirittura attuano comportamenti illeciti o poco chiari, insegnanti che si regolano in base agli umori dei genitori o degli stessi discenti, imprenditori che si adeguano alle richieste dei clienti, anche a costo della sicurezza dei propri dipendenti o delle opere che stanno per seguire ecc.

Sembra che a nessuno interessi il futuro o almeno che nessuno tema le conseguenze delle proprie azioni, ne metta in atto qualche strategia per riportarle sulla via giusta al fine di ottenere un risultato positivo in termini di benessere sociale.

La paura dell’impopolarità, porta inevitabilmente alla ricerca continua di alibi in forma parossistica e sinceramente, a mio parere, patetica.

Pochi hanno ancora il coraggio di prendere decisioni, impopolari ma giuste e questo sta portando la società in un baratro morale, una confusione che non giova a nessuno, neanche all’informazione che ottiene un effetto contrario. Il cittadino, fruitore dell’informazione, è sempre più disorientato, approssimativo, non approfondisce e non discute, con la negativa impressione che tanto, la verità o la cosa giusta non interessa a nessuno…forse proprio perché è impopolare! Questo potrebbe comportare un effetto boomerang, anche e soprattutto, per gli stessi sistemi mediatici e mediali, con una sorta di annichilimento della stessa informazione.

Credo che nell’attuale situazione, un atto di resipiscenza di ognuno, gioverebbe a tutta la società, per tornare ad essere più altruisti e generosi nelle cose di tutti i giorni, riportando in auge quell’antica onestà d’animo che ha caratterizzato i nostri padri fondatori e che sono fermamente convinto, sia ancora parte dell’imprintig di ogni italiano. Ecologia dell’azione per un ecologia morale che ci permetta di tornare ad essere Italiani!

GASLIGHTING, il lato oscuro del Femminicidio


gaslightingÈ un’incognita ogni sera mia
un’attesa pari a un’agonia
troppe volte vorrei dirti no
ma poi ti vedo e tanta forza non ce l’ho….

Inizio questo mio articolo sulle note di una famosissima canzone scritta da un grande artista, che da poco ci ha lasciati, Franco Califano (testo) e Dario Baldan Bembo (musica), inciso nel 1973 da Mia Martini.

Il titolo della canzone è “Minuetto” ballo originatosi in Francia da una danza popolare della regione del Poitou, che divenne danza di corte durante il periodo barocco. La derivazione della parola sembra appunto risalire al francese e significa “piccolo passo”, giacché la danza era appunto caratterizzata da passi minuti, come quelli che facciamo ogni giorno, nel contrastare la violenza sulle donne.

I giornali e i media in genere, ci hanno abituati alla spettacolarizzazione, alla mercificazione delle notizie e non c’è giorno che non leggiamo storie raccapriccianti che abbracciano l’intera branca dei crimini con dettagli sempre più ricercati e d’effetto.

Le persone si abituano così al sensazionale, al turpe linguaggio mediale degli omicidi, delle violenze sessuali e sui minori. Sono coniati nuovi termini per descrivere un tipo di violenza reiterata e costante, infame e indegna di una società che vuole dichiararsi civile.

Uno tra questi, il cosiddetto “Femminicidio”, ormai utilizzato in tutti i salotti della televisione e in gran parte dei titoli dei giornali, accompagnato sempre da storie di forte violenza, impattante e deplorevole. Siamo ormai (purtroppo) abituati a leggere, sentire e vedere storie assurde di violenza sulle donne, spesso finite con l’omicidio della vittima, il tutto accompagnato da interviste a parenti e amici che continuano a chiedersi perché è successo. Domanda legittima, perché è veramente inspiegabile il fatto che una donna possa morire così, nonostante le denunce e i provvedimenti (deboli?) della Legge e delle forze dell’ordine sull’offender.

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO SULLA MIA RUBRICA DI CRIMINOLOGIA DEL MENSILE ON LINE CONVINCERE.EU