Community Policing e Controllo del Vicinato: differenze e auspici


1d05de4b50ede21b7617d543f5f98a74_XL Sempre più spesso la parola Sicurezza è abusata o usata a sproposito da politici o venditori di fumo che in realtà, pensano soltanto a come piazzare la loro immagine per averne un ritorno di tipo economico. L’economicismo ha invaso ogni ambito della società e la sicurezza non poteva restarne esclusa, ma è bene invece ritornare a parlare di percezione soggettiva di serenità e di sicurezza oggettiva nella vita diuturna perché queste, sono le dimensioni cardine della costruzione del benessere individuale e collettivo.

I discorsi mediatici, puntano sempre il focus sugli aspetti “percepiti” della sicurezza e non su quelli sostanziali , traendo inferenze da impressioni populistiche o comunque basati sulle mera percezione individuale spesso completamente diversa dalla realtà data invece dalle statistiche ufficiali.

Nel rapporto Eurispes del 2013, si evidenzia infatti che spesso abbiamo a che fare con la disfunzione inferenziale che inlogica si chiama “errore di composizione”, cioè una generalizzazione di eventi parziali che fa presumere che ciò che sia vero per una parte valga anche per il tutto. In poche parole, spiega il noto Istituto di Ricerca, in questo modo, un delitto diviene “emergenza omicidi” e un furto in appartamento diviene “abitazioni insicure” e via dicendo[1].

In realtà, il concetto di sicurezza non può essere osservato con un’unica chiave di lettura perché il termine stesso è di natura polisemica e legato ad altri concetti quali: crimine, criminalità, degrado, vivibilità, incolumità, integrazione ecc. Proprio questa peculiarità evidenzia il fatto che esiste un aspetto soggettivo il quale, proprio perché tale non permette una facile risoluzione del problema. Ognuno ha una propria percezione della sicurezza che è data dal compromesso tra il suo mondo ideale ed il mondo reale con tutta la componente ansiogena che ne scaturisce. Spesso questo disequilibrio porta a una esagerata paura del crimine e l’ansia di fronte ad esso che qualche volta indirizza singoli individui o gruppi, a prendere iniziative che peggiorano le situazioni o comunque non le risolvono.

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